Montefusco
- Titolo
- Montefusco
- Descrizione
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Il comune di Montefusco sorge nell'area della Valle del Calore. È un borgo di 1.263 abitanti, situato a 705 metri sul livello del mare e a 21 km da Avellino. Il suo territorio si estende per 8,24 km² e i comuni confinanti sono: Montemiletto, Pietradefusi, San Martino Sannita, San Nazzaro, San Nicola Manfredi, Santa Paolina e Torrioni.
L'etimologia del nome proviene dall’unione di Mons e Fusculi, ovvero "Monte di Foscolo", personaggio romano o longobardo che, per primo, avrebbe posseduto il monte o fondato il Castello. Gli abitanti sono detti montefuscani o fuscolomontani e la Ss. Sacra Spina è la loro ricorrenza religiosa.
Per tracciare la storia di Montefusco fino all’età longobarda, periodo in cui ebbe inizio la sua ascesa, si incontrano non poche difficoltà, in assenza di fonti scritte, dato che, sulla cima del monte, c’erano già stati insediamenti precedenti alla venuta dei Longobardi.
Anche se insediamenti umani nel territorio della montagna di Montefusco risalgono alla preistoria, la sua esistenza in età romana è attestata da reperti ancora esistenti (diploma romano in bronzo conservato presso il Museo di Reggio Calabria, monete, e da epigrafi su cippi sepolcrali, questi ultimi attualmente conservati nel cortile del Palazzo comunale, o materiali utilizzati nella fabbrica di altri edifici).
Secondo la tradizione storica, nel IX secolo, i Longobardi fortificarono le mura di un Castrum già presente sul territorio, trasformandolo così in un vero e proprio Castello.
Nel 1130, con Ruggero II, Montefusco divenne "castello regio", ruolo riservato alle fortezze importanti dal punto di vista strategico-militare: proprio in questo periodo, potrebbe aver assolto alla funzione di dimora temporanea di Papi e re. Con l’arrivo degli Angioini, divenne un territorio reale e statale "in perpetuo" e fu nominata capitale del Principato Ultra. Sotto il regno aragonese, fu fondata la Regia Udienza provinciale per casi civili, penali e militari e il Castello trasformato in carcere. I primi problemi iniziano ad addensarsi all’orizzonte del capoluogo del Principato, quando fu coinvolto nella rivolta di Masaniello, alla quale si aggiunsero la pestilenza del 1656 e il terremoto del 1688.
Questi eventi segnarono un periodo di decadenza che attraverserà il Settecento, fino ad avere il suo epilogo agli inizi dell’Ottocento, quando i francesi, nel 1806, trasferirono il capoluogo di Principato ad Avellino, cosa che, di fatto, avvenne nel 1816.
Montefusco, Avellino, Campania, Italia
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