Altavilla Irpina
- Titolo
- Altavilla Irpina
- Descrizione
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Le origini di Altavilla sono certamente antiche: addirittura, vi è chi ritiene che Virgilio l’abbia menzionata nell’Eneide, col nome di Poetilia. Certamente, molto più tardi, nel 1882 Giovanni Verga vi ambientò il romanzo “Il marito di Elena”. Le prime evidenze storiche risalgono invece al castello, denominato di Altacauda, che in epoca longobarda esisteva nell’attuale territorio comunale. Si arrivò poi, dopo alterne vicende, nel XII secolo alla dominazione dei Normanni. Successivamente il feudo contenente tale nucleo abitato passò alla famiglia De Capua e solo allora si giunse al nome di Altavilla per mezzo del quale Luigi De Capua così ricordava il proprio casato nonché la sua provenienza dall’omonima città in Normandia È conosciuto come il paese dello zolfo per la presenza di uno dei più importanti giacimenti della Campania rinvenuto alla fine del XIX secolo. Gli ulteriori passi della storia del comune seguiranno quelli del resto del territorio circostante e poi della storia nazionale.Il territorio comunale si estende su tre colli (Torone, Ripa e Foresta) dominanti la Valle del Vellola e del torrente San Giulio (conosciuta anche come media valle del Sabato) ed è ben protetto alle spalle dalla cresta montuosa di Toro, San Mango e Sassano. L’abitato resta comunque bene interconnesso in quanto si sviluppa uniformemente verso sud e verso est a partire dal centro storico.
Le Miniere di zolfo
La Miniera di Zolfo di Altavilla Irpina è un importante sito minerario situato nell'Irpinia, in provincia di Avellino, che ha giocato un ruolo cruciale nello sviluppo industriale dell'area. Fondata nel XIX secolo, in un periodo in cui l'estrazione dello zolfo era vitale per l'industria chimica e agricola, la miniera di Altavilla rappresentava uno dei maggiori giacimenti di zolfo in Italia, contribuendo significativamente all'economia locale e nazionale.La sua attività era particolarmente fiorente durante il periodo borbonico e ha proseguito anche nei decenni successivi, attraversando fasi di espansione e declino a seconda della domanda di zolfo sul mercato internazionale. L'estrazione e la lavorazione dello zolfo richiedevano un impegno fisico notevole da parte dei minatori, che affrontavano condizioni di lavoro dure e insalubri all'interno dei cunicoli sotterranei.Oggi, la miniera di Altavilla Irpina non è più operativa, ma rappresenta un'importante testimonianza di archeologia industriale. Il sito è stato preservato come un simbolo storico e culturale, con percorsi di visita e iniziative didattiche che permettono ai visitatori di esplorare i vecchi pozzi e le gallerie, imparando a conoscere le tecniche di estrazione dell'epoca e il sacrificio dei lavoratori. La miniera di Altavilla Irpina è quindi un luogo di memoria e di interesse culturale.
- Collezione
- Il Fiume Sabato e la civiltà dello zolfo
Altavilla Irpina, Avellino, Campania, 83011, Italia
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