Flumeri
- Titolo
- Flumeri
- Descrizione
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Il comune di Flumeri ricade nell'area della Valle Ufita in Baronia. È un paese di 2.950 abitanti, situato a 638 metri sul livello del mare e a 53 km da Avellino. Il territorio si estende per 34,55 km² e i comuni confinanti sono: Ariano Irpino, Castel Baronia, Frigento, Grottaminarda, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, Sturno, Villanova del Battista e Zungoli. È bagnato dal fiume Ufita.
L'etimologia del nome sembrerebbe parlare di un legame di Flumeri all'acqua, vista la confluenza in zona di fiumi (lat. fluminibus), o ancor meglio "flumen". Flumeri è famosa per il suo superlativo olio e infatti il comune fa parte dell’associazione nazionale Città dell’olio.
Flumeri ha origini molto antiche, ma è solo a partire dal XII secolo – quando entrò a far parte della Baronia di Trevico – che si ha una affidabile documentazione della sua storia e lo si trova citato per la prima volta nel 1122, quando venne distrutto dalle truppe di Guglielmo, Duca di Puglia. Importante, comunque, è anche la documentazione archeologica; grazie ai diversi scavi operati sul territorio, infatti, è stato svelato un complesso urbano con sistema fognario e assi stradali ortogonali lastricati in pietra lavorata, ma sono stati anche trovati resti di botteghe artigiane, di fabbricati di epoca romana, di una domus pubblica con decorazioni in stile pompeiano, di colonne, di vasellame in terracotta, di anfore e tanto altro. Nonostante i violenti eventi sismici che hanno colpito il territorio nel corso dei secoli, così, è stato possibile ricostruire alcune tracce del passato di Flumeri.
A dominare il feudo furono gli Svevi, poi i Normanni e gli Angioini; le lotte di questi ultimi con gli Aragonesi segnarono profondamente il territorio e nel 1461 Flumeri fu presa d'assedio proprio dagli Aragonesi. Nei secoli seguenti il feudo appartenne a diverse famiglie (tra queste: i D’Aquino, i Marchesi di Corato, i Carafa, i De Cardines). Quando, nel Seicento, il paese fu colpito da una gravissima pestilenza, la popolazione flumerese divenne devota di San Rocco, sicura che il Santo proteggesse oltre che dalla peste da altre disgrazie e malanni. Per questo motivo, la celebre Alzata del Giglio, antica pratica rituale che tiene insieme la cultura contadina tradizionale legata al ciclo del grano e il calendario liturgico cattolico, è dedicata al Santo Taumaturgo di Montpellier, che è anche il patrono di Flumeri.
- Collezione
- L'Appia Traiana e la Valle del Grano
Flumeri, Terre dell’Ufita, Avellino, Campania, Italia
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