Apice Vecchia
- Titolo
- Apice Vecchia
- Descrizione
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Apice è un centro collinare di origini molto antiche, sorretto dalle tradizionali attività rurali, dalla piccola industria e dal commercio. Nel capoluogo comunale si concentra la maggior densità abitativa mentre nella località di Apice Vecchio si trovano molte case sparse sui fondi e numerosi aggregati urbani elementari. L'abitato, dalla pianta quasi ovale, è posto sulla sommità di una piccola collina, da cui si affaccia sulle acque del fiume Calore. Il profilo geometrico del territorio comunale è vario e irregolare e il paesaggio ricco di contrasti: seminativi, vigneti e oliveti si alternano, infatti, a boschi di querce, cerri, pini, abeti, castagni, frassini e aceri mentre sulle sponde dei corsi d'acqua, che rendono l'agro comunale particolarmente fertile e docile all'opera dell'uomo, crescono rigogliose diverse specie di vegetazione riparia.
Abitata fin dall'epoca pre romana, come attestano numerosi ritrovamenti archeologici (lapidi, cippi funerari e monili di diversi periodi), fu possedimento, nell'XI secolo, dei conti di Ariano. Nel 1113 fu distrutta dai beneventani in lotta con i normanni e più tardi divenne feudo del conte Ruggiero di Buonalbergo; successivamente passò ai Balbano, ai Maletta, ai San Giorgio e ai Sabrano. Nel 1435 se ne impossessò Alfonso I d'Aragona, che la donò alla famiglia Guevara, e nel 1456 fu gravemente colpita da un forte terremoto, che fece più di mille vittime. La città venne quasi interamente distrutta a seguito dei terremoti del 1688, 1702 e 1732. Passò quindi di signore in signore fin quando, nel Settecento, fu elevata al rango di ducato e assegnata alla famiglia Di Tocco. Domina l'antico abitato il castello normanno, edificato prima dell'VIII secolo e ampiamente rimaneggiato. Di grande interesse è l'abbazia di Santa Maria Assunta (XII secolo), a tre navate, adorna di un altare in marmo di grande pregio. Nel convento cappuccino di Sant'Antonio, risalente al 1535, si conserva un ritratto duecentesco del Santo; poche rovine restano, invece, di un convento fondato, secondo la tradizione, da San Francesco. La città subisce ulteriori danni a causa dei terremoti del 1910, 1915 e 1930, culminando nelle due violente scosse sismiche che hanno ampiamente danneggiato il centro storico nel 1962 e nel 1980; l'abitato è stato quindi trasferito su una collina posta di fronte all'antico insediamento.
Apice fu uno dei centri più colpiti, ma non venne distrutto. A far sgomberare i 6500 abitanti, intanto, fu la decisione dei tecnici del Ministero dei Lavori Pubblici che, temendo ulteriori crolli, ne ordinarono l’evacuazione.
Gli abitanti più ‘tenaci’ però, in qualche modo inottemperanti al provvedimento, decisero di restare nelle proprie case, resistenza la loro che durò 18 anni, finché dovettero definitivamente arrendersi alla natura del suolo altamente sismico, su cui è costruito il paese, costretti alla fuga a causa del violento terremoto dell’Irpinia del 1980.
Così il tempo si è come arrestato per due volte ad Apice Vecchia, creando una duplice ‘bolla storica’ che si può riconoscere dai resti del ‘paese che non esiste’.
Non solo sarebbe qui superfluo indugiare sulle informazioni già documentate e facilmente reperibili, ma anche abbandonarsi a racconti evocativi, vista l’inflazione di scritti e di testimonianze che già proliferano in rete. In verità, proprio l’esperienza diretta, ad oggi risente di qualche sovrapposizione tra l’autentico e il fittizio: il paese, da diversi anni chiuso al pubblico con ordinanza comunale, è stato scenario di eventi, spettacoli, riprese cinematografiche e shooting fotografici. Pertanto, non sempre i ritrovamenti di oggetti d’epoca restituiscono l’immagine del passato: talvolta sono semplici residui di scenografie ricostruite. Ciò non basta, tuttavia, a scalfire il fascino di questo borgo ‘solitario’.
Un discorso a parte va fatto per gli edifici nobiliari di pregio storico- architettonico, come il Palazzo signorile che fu dimora del dottor Cantelmo, apprezzato medico nativo di Apice, e quegli edifici di valore artistico – religioso, come la Chiesa dei Santi Bartolomeo e Nicola, che conserva importanti affreschi ottocenteschi.
Apice, Benevento, Campania, Italia
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